La storia

 

1979

Ida Borletti fonda il CAF, con la denominazione originaria di “Centro di Aiuto al bambino maltrattato e alla Famiglia in crisi” , l’appoggio del Comune di Milano e l’approvazione del Tribunale per i Minorenni. Con la supervisione dell’allora Presidente del Tribunale per i Minorenni, Adolfo Beria di Argentine e di importanti professionisti del settore. Pensato come Centro di “pronto soccorso”, di intervento immediato a disposizione dei minori in difficoltà che necessitano di un ricovero temporaneo e urgente.
Raccogliendo il consenso e l’impegno di persone di alta professionalità particolarmente sensibili al problema (docenti universitari, giudici, notai, professionisti, medici), Ida Borletti crea il primo Centro italiano specificatamente dedicato al recupero terapeutico della famiglia maltrattante e, al tempo stesso, del bambino maltrattato. Inizialmente viene fondata una prima Comunità-famiglia composta da una coppia di genitori con figli che accoglie 4/5 minori in difficoltà, supportata da assistenti sociali, medici e psicologi, preventivamente formati.
L’iniziativa nasce con una ben precisa impostazione, in parte acquisita dallo studio dell’esperienza statunitense di ChildHelp USA (California). Tutte le persone coinvolte nella gestione del Progetto CAF vengono formate per un anno intero, sperimentando tecniche rivoluzionarie, mai utilizzate prima in Italia. Questo fa sì che il Centro si doti da subito di un modello operativo estremamente formalizzato. L'ispirazione originale e originaria di questa impresa pionieristica è quella di non limitarsi ad accogliere ed assistere i bambini vittime di maltrattamento, ma di curarli: il CAF diventa, quindi, un laboratorio sperimentale di elaborazione di modelli culturali e di intervento che fonda un modello clinico educativo della tutela e del trattamento del bambino maltrattato. Dopo una prima fase, in cui tutte le persone coinvolte nelle attività dell’Associazione sono volontari, si comprende che l’attività richiede un livello di competenza, professionalità e continuità di prestazione che non sempre il volontariato è in grado di offrire: per garantire i livelli di servizio richiesti il lavoro dei volontari si affianca a quello di professionisti stipendiati.

1984

Il CAF lascia la sede di via Teano e si trasferisce nella nuova struttura di via Vittorio Emanuele Orlando 15, dove tuttora risiedono le 3 Comunità per minori da 3 a 12 anni. L’Edificio di proprietà del  Comune di Milano, ospitava in precedenza una scuola materna, ed è stato concesso al CAF in comodato d’uso gratuito

1990

Il CAF viene riconosciuto come Associazione con Personalità Giuridica, con Decreto del Presidente della Regione Lombardia n. 7191. Nasce quindi l’Associazione CAF.

1999

Dal 14 marzo 1999 l’Associazione CAF assume la forma fiscale di ONLUS - Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale.

2003

In questi anni l’Associazione CAF attraversa un periodo di grandi cambiamenti e anche di grandissima crisi finanziaria; un nuovo Consiglio di Amministrazione guida l’Associazione in un rinnovamento dell’assetto organizzativo per meglio gestire gli emergenti bisogni dell’utenza e impostare azioni sistematiche di reperimento dei fondi necessari a sostenere la struttura.
Si rilanciano i servizi rivolti alla famiglia, intensificando l’attenzione degli operatori non solo sul bambino maltrattato, ma anche sulle famiglie d’origine e affidatarie spesso bisognose di assistenza: nasce il Dipartimento Famiglia composto da psicoterapeuti familiari e pedagogisti.

2006

Per far fronte alla crescita dei servizi e dell’utenza, e per rendere più adeguata e accogliente la sede che ospita le tre Comunità, emerge la necessità di ristrutturare l’edificio di via Orlando. I lavori terminano nell’aprile del 2006. A seguito della ristrutturazione aumenta la capacità di accoglienza di ogni Comunità: i bambini passano da otto a dieci in ogni Comunità.
Nel 2006 il CAF ha lavorato, inoltre, su un progetto di confronto e diffusione del suo modello e della sua esperienza. Sono stati instaurati rapporti ed “alleanze” con associazioni analoghe per la creazione e l’implementazione di nuove iniziative condivise in altre città d’Italia dove si evidenzi un particolare bisogno di accoglienza e assistenza di minori con problematiche di maltrattamento e abuso. Si avvia lo studio e la progettazione di iniziative nella provincia di Alessandria e nella regione Sardegna.

2007

L’Associazione compie un percorso di innovazione e rinnovamento gestionale che passa anche attraverso l’ottenimento della Certificazione di qualità ISO 9001 finalizzata al perseguimento di una sempre più efficace ed efficiente gestione dei processi interni.
A novembre 2007 viene avviato il nuovo progetto Diventare Genitori: la prevenzione attraverso l’home visiting - che prende spunto da interventi simili già sperimentati in Europa e negli Stati Uniti. Si tratta di un progetto di prevenzione precoce del maltrattamento infantile - la cui fase sperimentale è durata tre anni - dedicato a famiglie a rischio, che permette di intervenire prima dell’emergere del disagio e che fornisce un sostegno domiciliare tempestivo alle risorse positive che il nucleo familiare ha a disposizione, evitando così che la situazione evolva negativamente con l’allontanamento del bambino dalla famiglia.

2008

In questi anni l’Associazione CAF ha conosciuto nuovi e importanti cambiamenti. Un cambio alla Direzione Generale ha portato ad una revisione dell’assetto organizzativo così come ad un nuovo importante progetto di sviluppo.

2009

I Servizi sociali, a fronte dell’alta specializzazione del personale educativo, psicologico e pedagogico, affidano all’Associazione alcuni dei casi più gravi e difficili. L’Associazione CAF, infatti, non si limita ad accogliere ed aiutare i bambini a superare le difficoltà, ma è anche un centro di formazione e di sperimentazione attivo e specializzato nella cura di problematiche legate alla violenza fisica e sessuale subita.

2011

Grazie alla fiducia di un investitore privato nasce il Servizio Affido dell’Associazione CAF. Una équipe multidisciplinare, formata da una pedagogista, una psicologa, un’assistente sociale e un gruppo di educatori esperti, con il compito di sensibilizzare il pubblico sulla tematica dell’Affido Familiare come strumento di accoglienza di minori allontanati dal proprio nucleo familiare d’origine, di selezionare e formare individui e coppie interessati ad intraprendere un percorso di affido, proporre giusti abbinamenti fra minori e potenziali affidatari, sostenere le esperienze d’affido affinchè durino nel tempo.

2014

Su forte spinta del Consiglio di Amministrazione e in risposta al bisogno che sembra essere sempre più emergente di realizzare un luogo di accoglienza e cura dedicato agli adolescenti, che prosegua il lavoro ultra trentennale dell’Associazione con i bambini e risponda in maniera efficace alle richieste del territorio e delle Istituzioni, a marzo 2014 apre la Comunità Teen. Una nuova struttura residenziale destinata all’accoglienza di 10 minori, maschi e femmine, fra i 13 i 18 anni, sotto la Direzione Clinica del Prof. Gustavo Pietropolli Charmet. La Comunità è situata in un edificio di proprietà dell’Istituto Fondazione Sacra Famiglia, un condominio solidale nel quale convivono in un clima di grande collaborazione diverse realtà del privato sociale.

Dalla conoscenza con l’Istituto Fondazione Sacra Famiglia è nata l’opportunità di aprire una nuova Comunità di accoglienza e cura per minori tra 3 e 12 anni nella provincia di Varese. La struttura, aperta a giugno a Casbeno (VA) accoglie 10 bambini. In questa struttura di proprietà dell’Istituto Fondazione Sacra Famiglia, che ne gestisce tutti gli aspetti organizzativi e il personale, l’Associazione CAF ha curato l’impianto metodologico e supervisiona le attività di accoglienza e cura.

A ottobre apre i battenti il Centro Diurno Teen Lab, uno spazio pensato per gli adolescenti del territorio, un luogo nel quale contenere il disagio legato alle difficoltà del momento evolutivo e sviluppare i talenti. Un luogo di supporto anche per le famiglie dei ragazzi che spesso si trovano ad affrontare momenti di grandissima crisi nella gestione dei propri figli adolescenti.