La maggior parte dei minori accolti nelle Comunità Residenziali dell’Associazione CAF presenta spesso difficoltà nel percorso scolastico. Ciò nonostante nel lavoro educativo quotidiano con questi bambini e ragazzi la scuola riveste un ruolo chiave.

Abbiamo chiesto a Luigi Ciavarella, Responsabile Tecnico-Scientifico delle Comunità 3-12 e 12-18, di raccontarci meglio perché.

1. In che modo la scuola assume un ruolo così importante nell’intervento psicoeducativo con i minori?

La scuola rappresenta il primo contesto strutturato che un minore incontra nel suo percorso di vita: regole, orari, impegno, responsabilità, relazioni con i compagni e con gli insegnanti sono una vivida anteprima del diventare grandi. La scuola è quindi una palestra in cui ci si allena ad apprendere e a sviluppare tutte quelle competenze che serviranno da adulti ed in particolare in un contesto lavorativo.

2. Come vengono organizzati i momenti di studio?

Allo studio viene data una grande importanza e tutti i pomeriggi, dopo pranzo, ci si divide in piccoli gruppi di massimo 3 persone e, per almeno un paio d’ore al giorno, si fanno i compiti o si preparano le interrogazioni. Se qualcuno ha meno compiti per il giorno dopo, si porta avanti e inizia a preparare altre materie. Chi invece non è riuscito a finire prima delle attività sportive o di altri impegni che si è preso, potrà ultimare il lavoro dopo cena o nel weekend a seconda delle esigenze. Gli educatori hanno accesso al Registro Elettronico e pertanto sono perfettamente informati sul programma, sulle verifiche e sui compiti. Per i ragazzi delle Comunità Teen che presentano maggiori difficoltà scolastiche, ci si avvale inoltre del Centro Diurno dell’Associazione CAF dove è possibile seguirli in modo ancora più approfondito grazie all’aiuto di volontari speciali.

3. Per i minori accolti in Comunità, chi gestisce i rapporti con la scuola e con gli insegnanti?

Per ogni Comunità vengono nominati tra gli educatori dei Referenti Scolastici che si interfacciano con tutto il personale scolastico. Oltre a partecipare agli incontri periodici riservati alle famiglie, i Referenti richiedono incontri extra ogni volta che è necessario confrontarsi su una particolare situazione. In queste occasioni, vengono definiti obiettivi scolastici calibrati con le effettive capacità del minore e in accordo con il suo progetto di vita. Questo coinvolgimento è fondamentale affinché anche la scuola diventi parte integrante del processo di cura del minore accolto. I Referenti, a loro volta, in base a quanto concordato con la scuola, stilano un programma dettagliato per ogni minore e lo condividono con tutta l’equipe educativa in modo che ogni operatore sia sempre aggiornato e possa lavorare nel modo più efficace.

4. Come vengono aiutati i bambini e i ragazzi nelle materie in cui hanno maggiori difficoltà?

Gli psicologi dell’Associazione CAF somministrano batterie di test specifici per identificare con precisione quali siano le reali difficoltà del minore e quali invece le sue risorse. I risultati della valutazione testistica vengono in parte condivisi con gli insegnanti e contribuiscono alla definizione dei piani didattici costruiti ad hoc per ogni minore e concordati con la scuola.
Inoltre, tutti gli educatori hanno ricevuto una formazione sul trattamento dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e sui Bisogni Educativi Speciali (BES) acquisendo quindi gli strumenti e le competenze per intervenire efficacemente nelle diverse problematiche. Vengono utilizzati strumenti compensativi, appositi materiali didattici e dispositivi elettronici, come tablet o pc, che grazie a speciali software guidino nell’apprendimento delle materie in cui si hanno più difficoltà.

5. Raggiungere risultati positivi a scuola che cosa rappresenta nella vita dei ragazzi?

Una conquista a scuola rappresenta una conquista nella vita. L’Autoefficacia corrisponde alla percezione che abbiamo di noi stessi di essere in grado di fare qualcosa, di poter raggiungere degli obiettivi e superare degli ostacoli. Un bambino o un ragazzo che finalmente riesce ad ottenere un risultato positivo a scuola facilmente estenderà questo “senso di potercela fare” ad altri contesti. Dopo un bel voto a scuola, si va con più entusiasmo all’allenamento sportivo, si dedica maggiore attenzione alla propria cura personale e si ha più coraggio per accettare nuove opportunità.

6. Come vengono misurati i miglioramenti nel percorso scolastico?

I miglioramenti vengono osservati ripetendo periodicamente le valutazioni testistiche somministrate dagli psicologi e monitorando i voti scolastici. Più i risultati sono positivi, minori supporti didattici è necessario approntare per consentire al ragazzo di raggiungere autonomamente un buon rendimento scolastico e in seguito un buon rendimento lavorativo.

 


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