In queste settimane difficili in cui noi tutti ci troviamo a fare i conti, nuovamente, con i pesanti effetti sulla vita reale di questa seconda ondata epidemica, non possiamo non interrogarci su quali siano state e saranno le conseguenze sui bambini e sui ragazzi dell’isolamento che ci viene imposto come misura necessaria per il contenimento della diffusione del coronavirus.

emergenze e isolamentoDisturbi del sonno, attacchi d’ansia, aumento dell’irritabilità sono i sintomi più frequenti di cui hanno sofferto molti bambini e adolescenti nel nostro Paese durante il lockdown. Lo rivela l’indagine sull’impatto psicologico della pandemia Covid-19 nelle famiglie in Italia promossa dall’Irccs Giannina Gaslini di Genova e guidata dal neurologo Lino Nobili, che dirige il dipartimento di Neuropsichiatria infantile dell’istituto genovese. Le risposte al questionario somministrato dal Dipartimento in forma anonima e volontaria ad un campione della popolazione durante il primo lockdown, hanno fatto emergere che l’isolamento prolungato, al quale sono stati esposti adulti e minori, ha determinato soprattutto in questi ultimi una condizione di forte stress con ripercussioni non trascurabili sia sulla salute fisica che su quella emozionale-psichica.

Questo delicato tema
, che riguarda un po’ tutte le famiglie del nostro Paese, non può non riguardare a maggior ragione anche i bambini e i ragazzi affidati alle nostre cure. Minori che hanno alle spalle storie gravemente traumatiche, che vivono in Comunità già normalmente in una condizione di lontananza dagli affetti familiari, e che in questo periodo devono sperimentare anche la lontananza forzata dagli amici e più in generale dai coetanei, sia in ambito scolastico che in ambito ludico-sportivo.

Per i nostri bambini e i nostri ragazzi, estremamente bisognosi di confrontarsi con i propri pari e con adulti accudenti ed equilibrati in ambiti di vita diversi da quelli comunitari, l’impossibilità di frequentare i luoghi scolastici e di fare sport con cadenza settimanale, può costituire una fortissima limitazione alla piena attuazione del percorso riabilitativo e del progetto psico-educativo individuale.
Con la chiusura delle scuole, dei centri sportivi e di luoghi aggregativi come gli oratori, vengono meno infatti importantissimi ambiti di vita nei quali far sperimentare a questi minori fragili la propria autofficacia dandogli la possibilità di far esperienze positive e mettendoli alla prova in contesti governati da regole “buone”.

I nostri operatori hanno inoltre notato che la situazione di prolungata emergenza che ci troviamo a vivere, unita all’isolamento forzato, stanno riattivando in alcuni dei nostri utenti anche esperienze di rifiuto, abbandono, pericolo ed emarginazione già vissute in passato.

Tale situazione, dunque, espone i minori ospiti delle nostre Comunità Residenziali ad un ulteriore importante fattore di vulnerabilità, che richiede di intervenire con urgenza utilizzando strumenti scientifici, innovativi ed efficaci. In questa direzione, infatti, si muove la nostra Associazione, da sempre attentissima al benessere psico-sociale dei minori accolti, che sta investendo importanti risorse nel supporto psicologico specialistico degli utenti e nella formazione dei propri educatori di Comunità grazie alla consulenza tecnico scientifica dei maggiori esperti sul territorio nazionale.

 

AIUTACI ANCHE TU AD OFFRIRE AI NOSTRI MINORI IN COMUNITÀ UN SUPPORTO PSICOLOGICO ADEGUATO PER AFFRONTARE QUESTO DIFFICILE MOMENTO.

 

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