• Per loro educatori, per noi eroi

Per loro educatori, per noi eroi #1


In questi giorni di quarantena - che per la nostra Associazione hanno significato la chiusura totale al mondo esterno delle strutture di accoglienza, l’interruzione delle visite protette dei nostri bambini e ragazzi con i loro genitori o familiari, la sospensione delle terapie individuali vis a vis e uno stop temporaneo all’erogazione di importanti servizi di prevenzione e sostegno domiciliare come il Servizio Diventare Genitori e di quelli territoriali come il Girotondo delle Mamme - i nostri operatori impegnati in Comunità riscoprono il valore della loro professione. 


È un mestiere, quello dell’educatore, fatto di studio continuo, formazione sul campo, sensibilità e spessore umano 
ma anche di grandi sacrifici, poiché le condizioni di lavoro sono spesso dure e lo stress psicologico dell’operare con soggetti fragili e gravemente traumatizzati è elevato.

Con orgoglio condividiamo con voi la testimonianza di una delle nostre educatrici che in questi giorni è in prima linea per fornire cura h24 ai minori accolti all’interno delle nostre Comunità Residenziali.
Sono loro i nostri EROI e vogliamo farveli conoscere un po’ più da vicino.

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Francesca
Educatrice
Comunità 3-12 anni
Associazione CAF

 

<< Appartengo a quella categoria di persone silenziose che in queste settimane difficili continuano a lavorare nonostante tutto. Il mio lavoro mi nobilita perchè io, e migliaia di educatori come me, ci occupiamo di chi non ha una famiglia.
Sono Francesca, pugliese di nascita e milanese di adozione, e faccio l’educatrice in una bellissima Comunità rivolta a minori vittime di maltrattamenti e abusi, una delle Comunità Residenziali 3-12 gestita dall’Associazione CAF.

Da noi, il tempo si è fermato già dal 23 febbraio. Sì, perché fortunatamente, la mia Associazione ha avuto la lungimiranza di percepire da subito la gravità del problema legato all’epidemia di Coronavirus, predisponendo già da allora drastiche misure protettive e di isolamento.
È dal 23 febbraio, quindi, che in Comunità abbiamo una nuova routine, una nuova vita.
In un certo senso, siamo rinati sotto nuove vesti: siamo sì educatori, ma ci siamo scoperti anche animatori, inventori di giochi, improvvisatori teatrali, esperti di informatica e videochat, preparatori atletici, insegnanti di ballo, esperti di falegnameria e molto altro.

Questa quarantena ha dato una nuova vita a noi educatori, ma anche ai minori di cui ci occupiamo.
In queste settimane in Comunità le ore trascorrono ancora più lente: il risveglio, prima frenetico e caotico perché dettato dai tempi della campanella scolastica, adesso è fluido e morbido. Nessuna sveglia che suona, nessun tempo forzatamente scandito. Gli unici appuntamenti fissi della giornata sono legati ai pasti, allo svolgimento dei compiti scolastici. […]
Nonostante le giornate si assomiglino tutte, come tante diapositive in bianco e nero, siamo sempre lì a mostrare ai bambini quanto, nonostante tutto, la vita sia bella e offra sempre occasioni per imparare del nuovo pur restando in casa.

Cogliamo l’occasione di questo rallentamento della vita per insegnare loro ad assaporare anche il gusto delle piccole cose: un abbraccio (ah no, quello non si può, cavoli!), una pacca su una spalla, il joystick della Play prestato dall’amico che di solito ti è poco simpatico, qualcuno che ti aiuta a rialzarti quando cadi dalla bici (sì, per fortuna in Comunità abbiamo un grande giardino dove i bambini possono giocare liberamente in questo interminabile periodo di quarantena). Cose scontate? Nient’affatto! È solo che nella frenesia della vita di prima, ci soffermavamo raramente a riflettere con i minori su tutto questo, nonostante il ruolo chiave che rivestiamo nella loro vita. […] >>

 #AssociazioneCAFnonsipuofermare #perloroeducatoripernoieroi #iorestoincomunità 

 

Leggi anche la testimonianza di Paola, Pedagogista Comunità 3-12 >>

 

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